TEATRO FORTUNA

TEATRO FORTUNA è la rappresentazione della sorte, è la caduta e la rinascita dell'essere. Il risveglio dall'illusione, l'aggancio non transitorio con la realtà oggettiva.

Tutto l'album percorre sia musicalmente che liricamente questo percorso. La canzone che apre l'album Teatro Fortuna spiega la frenesia dell'essere, lo smacco della perdita dell'innocenza, ambientata all'interno di un teatro dove maschere elettriche si allargano in cerchio al passaggio dell'essere itinerante, assistendo alla sua "confessione" con ironia e sarcasmo. In Itineranti il protagonista si rivolge a quelle maschere dissacrandole, gettandole in un carnevale di "troppi anni fà", dove l'angoscia e la paura sono gli unici sentimenti "poco seri" che loro sanno suscitare. Ambientata in una Venezia senza tempo. Nella canzone successiva Il Pavone il protagonista si rifugia nella parte più intima di se stesso, confidandosi a quelli che erano i suoi desideri diventati illusioni lontane, rivolgendosi a Dio che di lui vede solo l'immagine sfigurata in uno specchio. Qui ripercorre anche tutta la strada, e rivede tutti i personaggi e le maschere che fino ad allora l'accompagnarono, quasi perdonandoli, definendoli dolcemente "grilli ed elefanti". Nella fase finale del brano avviene il principio della "liberazione" dal mito, che matura definitivamente nel brano successivo, Il Volo Erotico. Qui avviene il definitivo crollo dell'illusione di un'eterna giovinezza e come dicevamo prima la definitiva liberazione dal mito. Nel Sogno Di Una Vergine il violento risveglio, la necessità ancora confusa di rinascere, il desiderio di non essere soli nelle proprie realtà appena scoperte. La consapevolezza di essere rimasti "vivi" da tutto. Nel brano seguente, Mezzanotte E Fragole, la ritrovata o trovata pace, la gioia di tornare a vedere attraverso le cose, con una nuova e matura innocenza, l'abbraccio con se stessi e con i propri limiti, la gioia dell'esistenza, l'estate ritrovata. Le canzoni seguenti, Stanca Le Ali e Dalle Piramidi Agli Dei continuano in questo percorso ricco di luce naturale, dove si consolida la promessa della vita. Nelle Terre Di Millet termina il viaggio di Teatro Fortuna. In questa canzone il protagonista spiega "al mondo" e a suo figlio tutto quello che ha scoperto, assicurando ogni essere umano che esiste sempre un "nuovo mattino" che attende la "sua idea", dove "nasceranno gli angeli" che si stringeranno e con cui si potrà continuare a volare nella realtà di ogni giorno.

L'album Teatro Fortuna contiene 14 brani

01 Intro
02 Teatro Fortuna
03 La Ballata Di Calcata
04 In Giro Per Astri
05 Itineranti
06 Il Pavone
07 Il Volo Erotico
08 Sogno Di Una Vergine
09 Mezzanotte E Fragole
10 Stanca le ali
11 Dalle Piramidi Agli Dei
12 Le Terre Di Millet
13 Acque Ed Arpe
14 I Melograni Dell'Harem


Dipinti in copertina del Maestro Paola Lattanzi

Simone Sciumbata - Pianoforte, Loop, Fisarmonica, Mandolino
Maestro Tiziano Carone - Violino
Adriano Dragotta - Violino
Alessandro Toderi - Percussioni, Loop
Patrick Edera - Voce - Chitarre acustiche ed elettriche
Roberta Albanesi - Cori

Registrato e missato all' Almadaris Studio .
Progetto grafico a cura di Enrico Sciumbata.

Musica e parole di Patrick Edera
eccetto In Giro Per Astri (Edera-Sorbo-Edera)
e Stanca Le Ali (Edera-Corrado-Calabrò)


IL FIORE ALCHEMICO La Storia Le Parole

A differenza di Teatro Fortuna, Il Fiore Alchemico, debutto di Patrick in assoluto, è più semplicemente una raccolta di canzoni. Canzoni che sono diventate dei classici nel tempo e che ancora oggi portano qualità all'opera generale Ederiana. Una canzone su tutte Il Cielo Di Baudelaire sembra ergersi sempre più insinuosamente come la migliore canzone di Patrick Edera in assoluto. La title track è una delicatissima canzone/dipinto, dove il cantautore elenca immagini in chiaroscuro, dalla penobra alla luce. Segue Non C'è, un brano decisamente più duro e forse ancor più visionario. Le Ombre Di Venere giunge ai sensi come qualcosa di più "oscuro", il testo è la storia di un sogno fatto all'alba, decisamente pop lo stile. Quasi mai eseguito dal vivo è uno dei brani che Patrick non ama tra quelli che ha composto. Segue la canzone piu "gettonata". Quella Più Nessun Sogno che ha vinto un festival di cantautori, che ha avuto innumerevoli passaggi televisivi, ricantata da altri artisti. Segue Tra Me e Te, il brano acustico. Brano di grande respiro (come del resto tutto il disco), dove si sente l'influenza Dylaniana. Il testo o la poesia si pone davanti alla musica. Nel 2004 questo brano è stato incluso in una raccolta di brani di artisti della scena musicale contemporanea. Segue Filo Elettrico, il sound di questo pezzo è corposissimo, il testo è tra i più ermetici mai inclusi all'interno di una canzone pop, enigmatica, sorprendentemente ritmata, questa canzone è l'esperimento più contraddittorio che Patrick abbia mai fatto. Del Cielo di Baudelaire non c'è molto da dire. Poesia, melodia, visioni. Segue Amore Astratto, una fiaba d'amore in perfetto stile Patrick, dai suoni wave, è diventata subito un classico. Danimarca spezza l'album, canzone durissima, chitarre acide, lungo assolo hard, unico in tutta la carriera. Uno dei brani più richiesti dal vivo (e meno eseguito). Chiude Non Ricordo Chi Sei, ballad che forse stona con il resto dell'album.

Il sound dell'album è curatissimo, perfetto. Un lungo lavoro del bravissimo Michele Mele al missaggio ed al mastering ha reso il primo album di Patrick un debutto felice.

L'album IL FIORE ALCHEMICO contiene 10 brani

01 Il Fiore Alchemico
02 Non C'è
03 Le Ombre Di Venere
04 Più Nessun Sogno
05 Tra Me E Te
06 Filo Elettrico
07 Il Cielo Di Baudelaire
08 Amore Astratto
09 Danimarca (Doppio Sogno)
10 Non Ricordo Chi Sei